| LA GIORNATA PERFETTA DELL’ECOLOGISTA di Diletta Varese Copenaghen Anna Katrin si alza alle 8 quando fuori Copenaghen e’ ancora al buoi, il sole e’ prigo la mattina al nord. Il calore delle finestre del vicinato ancora con le luci accese riscalda il gelido clima e l’aria tersa. Karls e’ gia’ uscito con I bambini, Kalle e Emma, di 2 e 4 anni. Li porta all’asilo imbottiti nella tuta da sci, rigorosamente a piedi o con una special biciletta: davanti, al posto del cestino, e’ applicata una carrozzina a due posti e due ruote lateral. Ottimo anche come porta spesa. Anna Katrin si dirige in cucina, accende la luce a basso consume e gli interruttori che danno elettricita’ alle prese di corrente: nelle case danesi non si spengono solo gli elettrodomestici. Per non consumare, occorre staccare la spina dell’elettricita’ e interrompere il circuito elettrico o, piu’ semplicemente, spegnere l’interruttore posto sopra la presa. Accende il bollitore dell’acqua per preparare un te o un caffe’ annacquato, biologic e di commercio equo e solidale, che ha meno impatto ambientale rispetto all’uso del gas. E se proprio si usano Ii fornelli, anche questo sono elettrici o a induzione. Il 50% del fabbisogno energetico della Danimarca e’ prodotto da impianti eloici, per cui e’ “ pultio” . Il cibo che conusma la sua famiglia e’ pe la maggior parte biologic e il piu’ vicino casa possibile, meno trasporti, zero pesticide e zero imballaggi. L’efficenza energetic delle case danesi fa sic he l’acqua calda della doccia arrive subito, senza aspettare litri perche’ si riscaldi. Spegne tutto, esce di casa e prende la bicilcletta, in quell’ammasso di due ruote che il cortile del suo condominio, dove nessuno le chiude, e nessuno le ruba. Prima passa dal seminterrato, per prenotare il giorno del bucato. In molti palazzo il seminterrato non e’ usato come garage ma come area comune in cui si trovano varie lavatrici e un calendario dove ogni famiglia,in modo gratuito e prenotando per tempo , puo’ usare le macchine. Getta la spazzatura nei contenitori differenziati fuori casa e pedala spedita verso il suo lavoro, su piste ciclabili larghe come vie principali. Oggi non piove, ma anche se piovesse, basta mettere un lungo impermeabile, coprirsi bene e il gioco e’ fatto. Anche la carrozzina ciclabile dei suoi bambini ha l’impermeabile, per non farsi cogliere impreparati dal bizzarro tempo scandinavo. In caso il tempo sia proprio proibitivo, c’e’ un’ottima rete di autobus ibridi e una metro a impatto zero che la porta in ufficio. Sul lavoro, l’attenzione per le basse emission e’ costante: dalle luci, alla raccolta dei rifiuti, dall’arredamento alle posate, I bicchieri e le posate della mensa totalmente riciclati e riciclabili, al cibo biologic. Cosi’ e’ anche all’asilo pubblico. Al ritorno verso casa passa a prendere I bambini. Fanno uno stop al supermercato dove a Kalle piace fare il gioco delle bottiglie: fuori dall’entrata ci sono due grandi contenitori che “ mangiano” le bottiglie di plastica e vetro e danno in cambio monetine. Comprano I ricambi per I pannolini in cotone di Emma, due quaderni di carta riciclata, e il detersivo senza tensioattivi per i piatti e infilano tutto nelle borse di cotone portate da casa. Con la spesa, I bimbi e la bici preferisce prendere un bus, sul quale all’entrata c’e’ ampio spazio per passeggini e latro, e I bambini fino a 12 anni viaggiano gratis. . | LA GIORNATA COMUNE DI UN NEWYORKESE John Doe si alza alle 6 di mattina, perche’con tutte le insegne multicolori dei Deli illuminate 24 ore su 24 non riesce a riposare bene. Accende la lampada sul comodino, lo speaker dell’Ipod e la lampadina a bulbo incandescente del lampadario, che aziona automaticamente il ventialtore a pale. Il riscaldamento infatti, acceso tutta la notte , rende l’aria molto secca e John non puo’ aprire la finestra perche’ il condizionatore e’ fissato alla parte inferiore della stessa, rendendo impossibile lo scorrere di un vetro sull’altro. Apre il rubinetto della doccia, che non regola mai l’intensita’ del getto ma solo la temperatura, e va a preparare la colazione. Carica la macchinetta per il caffe’piu’ piccola che esista in commercio con 1 gallone di acqua ( 3,7 litri) , caffe’ in polvere e con un filtro di carta prima qualita’, usa e getta. ( Ne esiste solo una marca in commercio, ha il monopolio su ogni coffee maker) Dopo aver bevuto il caffe’ con il latte scaldato nel micronde , va finalmente a fare la doccia,l’acqua ora dovrebbe essere calda. Si prepara per andare al lavoro indossando i vestiti appena puliti: solo ieri e’ andato in una lavanderia a gettone , dove la lavatrice piu’ piccola e’ per 20 kg di bucato e usa la stessa energia e la stessa acqua anche se lavi solo tre maglioni e una t-shirt degli Yankees . Questo vale ovviamente anche per l’asciugatrice, 45 minuti, ma spesso la si fa andare due volte perche’ il bucato cosi’ e’ piu’ soft. Prima di entrare in metro John si accorge che l’abbonamento settimanale e’ scaduto, quindi butta la carta magnetica nel grande bidone generico e ne fa’ subito un’altra. Esiste la possibilita’ di ricariche le tessere prepagate , ma non quelle degli abbonamenti settimanali o mensili. Nessuno sa perche’. Uscito dalla metro per John e’ ora del secondo caffe’, servito in un bicchierone di cartone doppio, con il tappo di plastica, un lungo stecchino di legno ( cucchiani non se ne vedono da nessuna parte qui!), cinque o sei tovagliolini di carta e tre bustine di dolcificante. In ufficio si usa carta cento per cento per stampare e preferibilmente si stampa a colori. Sfortunatamente oggi il superintendente del palazzo si e’scordato di ricaricare il boiler, quindi il riscaldamento non funziona. Per fortuna e’ possibile chiamare qualcuno giorno e notte che ,dal New Yersey , porta con il camion un carico di olio,composto di derivati del petrolio, per far ripartire l’impianto. Verso sera,tornando a casa, John si ferma a fare la spesa al supermercato: · Burro; 400 gr minimo,impacchettato in panetti singoli da 100 gr l’uno, avvolti in plastica e poi chiusi in una scatola di cartone colorata. · Latte; in bottiglie di plastica spessa, minimo mezzo gallone (1,8 litri) · Succhi di frutta singoli; un quarto di gallone, in bottiglie di vetro non riciclate e non riciclabili. · Tre mele, incastrate tra un vassoio di polistirolo azzurrino e due giri di plastica trasparente. Stessa sorte per quattro carote e tre zucchine. Tutto viene imbustato con la tecnica del doppio sacchetto da uno speciale addetto che si trova alla fine del nastro trasportatore alla cassa. Doppio sacchetto, doppia opzione: plastica dentro, plastica fuori, oppure plastica fuori e cartone sulla pelle. Prima di tornare a casa e ordinare una cena a domicilio, John ha ancora un’altra commisione importante: deve comprare l’albero di Natale! Per fortuna che ogni isolato ha il suo chioschetto: un albero puo’ costare dai 25 ai 100 dollari e lo portano anche a casa. Si puo’ scegliere l’albero che si desidera, poi viene impacchettato in una rete di plastica a maglie larghe e consegnato con tanto di stand di ferro: l’albero infatti non ha le radici, e’ un ramo tagliato probabilmente da un pino secolare in North Carolina. Arrivato a casa,appena il tempo di accendere la tv e gia’ il fattorino con il cibo e’ alla porta. Ha attraversato 15 isolati con il motorino per consegnare green curry e riso bianco: sacchettone di plastica antipioggia, sacchetto di plastica dura, contenitore di plastica usa e getta, coltello, forchetta, cucchiaio e bacchette di plastica, tre bustine di salsa di soia, due bustine di salsa di soia ipocalorica, una bustina di salsa di soia kosher e un ventaglio di tovagliolini di carta. A new York 9 volte su 10, una pizza a domicilio arriva prima dell’ambulanza. |